Fonte:http://www.edicolaweb.net/
Una coppia di archeologi francesi
ritiene di avere trovato una camera in precedenza sconosciuta nella Grande
Piramide e chiede al direttore delle Antichità Egiziane di ritornare sulle
sue posizioni e concedere loro l’autorizzazione a testare la nuova teoria,
praticando nuovi fori con il trapano nella struttura di 4600 anni.
Jean Yves Verd’hurt ed il suo collega francese Gilles Dormion, che hanno
studiato la struttura delle piramidi per più di 20 anni, hanno esposto le
loro teorie al IX Congresso Internazionale di Egittologia di Grenoble. È
inoltre disponibile il loro libro, in cui illustrano lo studio nel
dettaglio.
Le ricerche sarebbero probabilmente ad uno stadio più avanzato, se i due
ricercatori non avessero trovato Zahi Hawass sulla loro strada. Nel corso di
una conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi, infatti, il Direttore del
Supremo Consiglio delle Antichità ha nettamente respinto le nuove teorie.
"Vi sono 300 differenti versioni concernenti sale ed altre cose nascoste
all’interno e se dovessi accordare ad ognuno il permesso di verificarle, a
quest’ora la piramide, costruita con il sangue degli egiziani, sarebbe
ridotta a poco più che un cumulo di macerie. - ha dichiarato Hawass - Non
permetterò che il sangue egiziano sia danneggiato da due dilettanti."
Hawass ha aggiunto che richieste precedenti dei due francesi erano giunte
negli anni 1999 e 2003, sempre respinte.
Nel loro libro "La Sala di Cheope", Dormion e Verd’hurt spiegano che uno
studio del 1988 dell’area al di sotto della camera funeraria detta "della
regina", ha scoperto quella che sembrerebbe essere una "struttura" di 11
piedi. "Lo studio di questa parte della piramide è sempre stato negato,
perché vi sono delle griglie che bloccano l’accesso - scrivono - mentre
stavamo lavorando sui condotti per la ventilazione, nel 1988, siamo stati in
grado di penetrare nelle profondità e studiare brevemente, ma non abbastanza
da scoprire qualcosa di essenziale." Verd’hurt ride alla definizione di
Hawass che li chiama "dilettanti", citando le relazioni - un tempo strette -
intrattenute con i funzionari delle antichità egiziane nel 1988 per lavori
presso la piramide di Medium, a sud del Cairo, che si data a più di 4.500
anni or sono, alla IV dinastia faraonica.
I lavori a Medium, secondo Verd’hurt, avevano condotto alla scoperta di due
sale e due passaggi che erano, fino ad allora "indisturbati e sconosciuti".
I due vorrebbero condurre una ricerca simile presso la Grande Piramide,
costruita da Khufu, un regnante anche conosciuto come Cheope.
"Vorremmo verificare il risultato dei nostri calcoli architettonici, usando
un radar che ci confermi l’esistenza di un passaggio e di un sistema di
chiusure. Credo che ci potrebbe essere almeno accordato di effettuare queste
verifiche - non invasive - per poter continuare nel nostro lavoro."
Verd’hurt sostiene che l’opposizione degli egiziani alla loro teoria è
"vergognosa". Per questo, progettano di riproporre la questione a Hawass in
quel di Grenoble, ma Hawass ha già fatto sapere che non intende parlare con
loro. Verd’hurt si è detto deluso dal rifiuto di Hawass. "È vero che Cheope
suscita interessi, passioni, perfino fanatismi, ma la nostra è una richiesta
legittima e semplice. Credo sia davvero irragionevole che si rifiuti di
sedere con noi attorno ad un tavolo e ascoltare quel che abbiamo da dire."
I MISTERI DELLE PIRAMIDI IN BOSNIA