La novità delle apparizioni di Medjugorje

«Queste mie apparizioni qui a Medjugorje sono le ultime per l'umanità. Affrettatevi a convertirvi!». (Messaggio del 27 aprile 1982)

UN CENTRO MONDIALE DI PELLEGRINAGGI – Le apparizioni di Medjugorje sono un fatto nuovo all'interno della storia della Chiesa, e per questo motivo faticano ad essere comprese da parte di molti, sebbene il loro impatto sulla Chiesa sia enorme, molto più di quanto lo furono le apparizioni di Lourdes e Fatima, che acquistarono notorietà ed importanza solo molti decenni dopo il verificarsi dei fatti. Medjugorje invece è diventato un centro mondiale di pellegrinaggio sin dagli inizi, con pellegrini provenienti dagli Stati Uniti, dall'America Latina, dall'Africa, dall'Asia e – dopo il crollo del Muro di Berlino e dell'Unione Sovietica – anche dai paesi dell'est europeo (in particolar modo Polonia e Cecoslovacchia). Si calcola che siano almeno 20.000 i sacerdoti che fin'ora sono andati a Medjugorje. Basterebbe questo per giustificare il fatto che attualmente si tratta di un fenomeno ecclesiale e globale di grande rilievo.

OLTRE 29 ANNI DI APPARIZIONI – Oltre a questa estensione nello spazio esiste anche una estensione nel tempo, la qual cosa ha suscitato non pochi problemi dal momento che le apparizioni precedenti che hanno riguardato la Chiesa sono state brevi e si sono esaurite nel giro di poche settimane o mesi, mentre in questo caso ci troviamo di fronte ad una manifestazione enorme nella sua durata: le apparizioni durano ormai da oltre 25 anni, con tre dei sei ragazzi che hanno tutt'ora una apparizione quotidiana (alle 17.45, ora solare) mentre gli altri tre hanno una apparizione una volta all'anno ed in particolare Mirjana oltre alla apparizione annuale (il 18 marzo) ha anche una apparizione ogni 2 del mese a partire dal 1987, occasione nella quale la Madonna viene a pregare per i non credenti (o – come preferisce definirli – "coloro che non hanno ancora conosciuto l'amore di Dio").

L'UMANITÀ È AL BIVIO – Questa estensione nel tempo delle apparizioni è dunque un fatto nuovo, mai accaduto nella storia delle apparizioni mariane e pone problemi a chi non crede, mentre a chi crede pone l'interrogativo di capire perché la Madonna appare per così tanto tempo. A questo riguardo la Madonna ha dato varie spiegazioni, tutte convergenti tra loro, dicendo che è venuta per risvegliare la nostra fede, per aiutarci nella prova, per aiutarci nel cammino di santità. Al di là di questo, una riflessione più globale ci permette di giungere a delle conclusioni molto serie: questa presenza della Madonna qui in mezzo a noi sta a significare che l'umanità si trova in una fase decisiva della sua storia. C'è poi da prendere seriamente in considerazione un messaggio della Madonna nel quale si afferma che queste sarebbero le sue ultime apparizioni qui su questa Terra, il che ci fa comprendere l'evento straordinario che stiamo vivendo.

APPARIZIONI GLOBALIZZATE – Un altro fatto che non va sottovalutato è quello che, se nelle apparizioni precendenti di Lourdes e Fatima la Madonna appare sempre nel medesimo posto (nella grotta, o sull'albero), qui a Medjugorje – benché la Madonna abbia detto di aver scelto di essere guida della parrocchia ancor prima che dei veggenti – fin dall'inizio le apparizioni si sono dimostrate diverse dalle altre perché la Madonna appare dovunque i veggenti si trovino, in ogni parte del mondo. Anche quando la Madonna appare in altre parti del mondo, la Madonna rivolge però i suoi messaggi in primo luogo alla Parrocchia di Medjugorje, e poi a tutte le altre persone che hanno accolto la sua chiamata. Allo stato attuale la veggente che riferisce il messaggio del 25 del mese, Marjia, si trova in Italia, è sposata con un italiano ed è dunque una cittadina italiana che appartiene alla Chiesa italiana a tutti gli effetti. Pur dunque non appartenendo più alla Chiesa croata, la Madonna continua ad inviare i messaggi attraverso la parrocchia di Medjugorje. Il fatto nuovo, dunque, è quello che la Madonna non è legata al luogo per quanto riguarda le apparizioni, nonostante i messaggi siano rivolti alla parrocchia, e le apparizioni risultano di fatto globalizzate.

ORA È IL MOMENTO DI CONVERTIRSI – La Madonna appare ovunque perchè l'umanità tutta intera oggi è chiamata alla conversione: se in questi ultimi 20 anni il mondo si è unificato attraverso le reti di comunicazione che sono sorte ovunque, la Madonna oggi attraverso i veggenti che si spostano in tutto il mondo lancia un messaggio globale conivolgendo la Chiesa perché vada in pellegrinaggio a Medjugorje e respiri il clima di santità e preghiera di questa parrocchia che la Madonna stessa ha deciso di guidare. La montagna delle prime apparizioni è un luogo sul quale la Madonna ha promesso che lascerà un segno visibile da parte di tutti, indistruttibile, duraturo, per dimostrare che lei è stata qui per così tanto tempo in mezzo a noi. In tal modo, come per Fatima, gli increduli avranno un argomento per credere, sebbene chi ha il cuore chiuso, anche dopo questo segno, non crederà ugualmente. («Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno. È ora il tempo di convertirsi e fare penitenza!», messaggio del 19 luglio 1981)

I MESSAGGI – Un altro punto di non poco conto è la quantità di messaggi, spesso presa a pretesto da parte dei critici per sostenere che la Madonna "parla troppo" rispetto al silenzio che ne uscirebbe dalla lettura dei Vangeli. In realtà, se si considera attentamente il problema, la Madonna sembra aver parlato lo stretto necessario, essendo i messaggi contenuti in un libricino di modeste dimensioni. Come sostiene Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, il contenuto dei messaggi racchiude un livello di spiritualità tra i più alti che esistano nella tradizione spirituale cattolica, superiore anche alla Imitazione di Cristo. La Madonna ha detto che le sue parole sono preziose e vanno meditate, ed effettivamente i messaggi sembrano a prima vista facili, anche perché la Madonna si rivolge ai figli con un linguaggio semplice, ma la profondità spirituale che ne fuoriesce è ricchissima. Così come per il Vangelo, basterebbe una sola frase letta e meditata alla luce dello Spirito Santo per far cambiare  la vita ad una persona, senza ricorrere a poderosi trattati di teologia.

LA PEDAGOGIA DI MARIA – Attraverso i messaggi che all'inizio dava ogni giovedì e a partire dal gennaio 1987 ogni 25 del mese, la Madonna è stata guida, madre e maestra di una intera generazione. La presenza di Maria è una grande luce per la generazione di tutto il mondo, specialmente in questi ultimi tempi nei quali la guerra e l'odio dilagano nel mondo: "portate la pace ad ogni cuore", è stato il suo messaggio,"siate segno per coloro che sono lontani da Dio e dal suo amore". Di fronte a questo evento di grazia l'indifferenza e l'incredulità rappresentano una grave mancanza personale: se una persona non sa cogliere la grazia quando passa costui non è detto che la ricevi un'altra volta ("timeo Dominum transeunte" come diceva Sant'Agostino). Questo fatto inedito, unico e straordinario va dunque debitamente approfondito, ed è chiaro che Giovanni Paolo II è stato colui che l'ha più approfondito e messo in opera nel corso del suo pontificato.

   

                                                                                                                

            il futuro del mondo è a rischio?

«Ora che Satana è sciolto dalle catene io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini». (Messaggio del 1 gennaio 2001)

 


René Laurentin, uno dei principali studiosi di Medjugorje

IL MESSAGGIO DI MEDJUGORJE – Le apparizioni della Vergine nel corso della storia non hanno mai lo scopo di affermare nuove verità di fede, essendo queste già contenute nella rivelazione pubblica conclusa con l'ultimo apostolo. Il messaggio di Medjugorje va dunque considerato solo un eco del Vangelo, attualizzato però in un contesto mondiale di una situazione grave, che giustifica queste numerose visite della Madonna e che culminerà con il realizzarsi dei Dieci Segreti. La Madonna ha più volte affermato che oggi viviamo in tempi difficili, tempi in cui "Satana è sciolto dalle catene" e opera incessantemente contro le famiglie e per sedurre i giovani. Il contesto socio-culturale in cui viviamo ci porta a credere che la realtà sia quella descritta dalla televisione o dai giornali. In verità ciò che viene quotidianamente ritratto dai media non è altro che una visione parziale della realtà: solo Dio ha la capacità di vedere ciò che accade nei cuori degli uomini che vivono nel mondo.

MARIA LA PROFETESSA – Molte volte si confonde il significato della profezia, pratica da sempre presente nelle Sacre Scritture, con quella della predizione del futuro. Ebbene, si tratta di due cose estremamente differenti. Come affermò l'allora Card. Ratzinger nel corso di una intervista, «l’elemento essenziale del profeta non è quello di predire i futuri avvenimenti; il profeta è colui che dice la verità perché è in contatto con Dio e cioè si tratta della verità valida per oggi che naturalmente illumina anche il futuro. Pertanto non si tratta di predire l’avvenire nei suoi dettagli, ma di rendere presente in quel momento la verità divina e di indicare il cammino da prendere». Ed è quello che fa oggi Maria, che rivela come oggi il mondo sia sotto il potere di Satana, e che rischia di cadere in un baratro per evitare il quale ci indica il rimedio: la preghiera, la conversione e il digiuno. Come un tempo fece la profetessa Giuditta che liberò Israele da un nemico terribile, quello del popolo assiro, così oggi Maria, insieme a coloro i quali hanno risposto alla sua chiamata, combatte una vera e propria battaglia escatologica contro Satana, che sembra essersi impossessato dell'intero Occidente.

UN MONDO CHE VIVE COME SE DIO NON CI FOSSE – La Madonna ha detto che il più grave peccato dell'Occidente oggi è quello di non interessarsi più a Dio e di voler costruire un mondo nuovo senza Dio. Il teologo e mariologo René Laurentin, che ha lungamente studiato il fenomeno, ha tentato di tracciare una diagnosi della situazione mondiale di oggi. "Questo mondo si è tranquillamente abbandonato al peccato e prepara la sua distruzione: questo è l'oggetto della maggior parte dei segreti", scrive nel suo volume Breve storia delle apparizioni di Maria a Medjugorje. Un'attenta riflessione ci condurrebbe facilmente a considerare le minacce atomiche o del terrorismo internazionale che incombono oggi sul mondo: si tratta di due ipotesi ugualmente verosimili, ma non delle uniche possibili.

LA PACE DEL MONDO È A RISCHIO – In un mondo in cui Dio ha perso la sua primaria importanza e viene relegato ad una sfera strettamente sentimentale e privata, non è difficile ipotizzare che la corsa agli armamenti, il diffondersi delle bombe nelle valigette e la possibilità dell'utilizzo di armi di distruzione di massa usate per attacchi terroristici possano portare certe nazioni a pensare: "Se voglio salvare la pace della mia nazione, devo essere io il più forte e possedere io le armi più potenti". In base a questa logica perversa ognuno è dunque costretto a superare l'altro: si tratta di una corsa che non può facilmente fermarsi e che ha come diretto effetto il moltiplicare sul pianeta di armi atomiche, batteriologiche e chimiche ormai sufficienti per distruggere l'intero pianeta sul quale viviamo. Da oltre trent'anni inoltre si constata un'incredibile incapacità da parte degli stati di realizzare una dinamica di pace e di disarmo basata su altri valori che non siano quelli legati al possesso delle armi.

LA SCIENZA CHE TRADISCE DIO – Da un altro punto di vista gli uomini della nostra epoca, inebriati dal progresso scientifico e tecnico, sono portati a credere sempre più nella propria infallibilità e nella propria capacità di risolvere tutti i suoi problemi basandosi unicamente sulla propria intelligenza. Anzi, non sono pochi i filosofi che hanno ipotizzato che "la morte di Dio" avrebbe finalmente liberato l'uomo e accelerato il progresso per mezzo della padronanza tecnica della materia. Incombe sempre più minaccioso il pericolo di una scienza che, tradendo Dio, intende proclamarsi padrona assoluta della vita dimenticandosi di Dio e della sua legge morale. Molti seguono l'illusione, che però presto si trasforma in delusione, che senza Dio e la sua legge si possa vivere meglio e più felici. Il progresso oggi sviluppa prodigiosamente conoscenze, tecniche, efficacia materiale, ma trascura del tutto l'aspetto umano e soprattutto quello divino, che è la radice profonda dell'autenticità umana.

UN FALSO UMANESIMO SENZA DIO – Questa corsa, che porta l'uomo a vivere come Dio non ci fosse, risolve solo i problemi di superficie senza però affrontare il problema fondamentale dell'uomo che è un problema di amore, perché solo l'amore può costruire e organizzare l'interiorità dell'uomo e dell'umanità. Oggi c'è molta più istruzione di un tempo, ma c'è meno educazione; più eros ma meno agápe; più frenesia ma meno pace. Il tasso dei suicidi, della depressione e delle violenze omicide aumenta sempre di più nell'opulento Occidente, che nel frattempo non esita a volgere le spalle alle sue radici cristiane sia apertamente sia con una apostasia silenziosa da parte di una grande parte di credenti. Anche il clero appare oggi sballottato qua e là da numerosi venti di dottrina che non di rado lasciano intravedere una vera e propria crisi di fede che – in nome di un presunto "aggiornamento della Chiesa" – ha portato alla negazione implicita o esplicita di numerose verità non solo di carattere morale ma anche di fede, come l'esistenza e l'eternità dell'inferno o l'universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa.

LA CRISI DEL SENSO MORALE – Forse è proprio per questo motivo che la Madonna a Medjugorje sembra puntare il dito soprattutto sulla disintegrazione morale degli uomini e delle famiglie, sintomo di una crisi ormai generalizzata della fede: l'amore, nel senso forte del termine, si è oggi estremamente indebolito. Il preteso desiderio di autenticità dei sentimenti dispensa dalla fedeltà; la famiglia ne risulta pertanto lacerata, e tende a scomparire a vantaggio delle unioni libere, irresponsabili e sterili. Il numero dei matrimoni diminuisce a vista d'occhio, i divorzi invece si sono moltiplicati ancor più rapidamente. A tutto questo si aggiunga che oggi non pochi sono coloro che ritiengono il matrimonio e la famiglia un istituto ormai del tutto superato, a favore di unioni libere e senza impegni né di fedeltà né di quel minimo di responsabilità che permette di costruire l'avvenire di nuove generazioni. A tutto questo si aggiunga un diffuso senso di malessere e di insicurezza sul futuro, rilevato anche da molti sociologi. Il mondo non sa più da dove viene e dove va: avendo perso il senso delle sue finalità, oscilla tra depressione, frustrazione, insoddisfazione e violenza.

IL PECCATO CONTRO LO SPIRITO SANTO – Giovanni Paolo II nel suo libro Memoria e identità usa parole estremamente gravi sull'epoca che stiamo attraversando lanciando una grande luce sul mistero del male che è presente oggi nel mondo. Il grande pontefice non ha esitato a richiamarci sulla tentazione satanica descritta nel Libro della Genesi e che sta all'origine del peccato originale e di ogni nostro male: "Diventerete come Dio, conoscendo il bene e il male" (Gn 3,5). L'uomo di oggi, cioé, pretende di essere egli stesso padrone di decidere ciò che è bene e ciò che è male. È il trionfo della cosiddetta "religione umanitaria", secondo la quale l'uomo non vuole più ascoltare l'insegnamento che propone la Chiesa, ritenuto ormai anacronistico e fuori moda, e pretende orgogliosamente di salvarsi con le proprie forze. Eppure – ci ricorda il Venerato Pontefice – se la Chiesa in virtù dello Spirito Santo chiama il male per nome, lo fa soltanto al fine di indicare all'uomo la possibilità di vincerlo: è proprio questo il frutto della Divina misericordia. L'uomo, se respinge l'aiuto che gli viene offerto dallo Spirito Santo, è perché crede di essere Dio egli stesso e cioé capace di bastare a sé stesso senza aver bisogno del Salvatore. Ma questo atteggiamento è quello che la teologia chiama "peccato contro lo Spirito Santo", e tale peccato è il peccato più grave e per sua natura imperdonabile (cfr. Mt 12,31) perché esclude dal cuore dell'uomo il desiderio stesso di perdono. Non a caso oggi la confessione è il sacramento meno praticato nella Chiesa.

LA DERIVA ANTICRISTICA DEL NOSTRO TEMPO – Stando alle parole di Padre Livio Fanzaga, che su questa tematica ha dedicato un intero volume, Satana nei Messaggi di Medjugorje (Edizioni Sugarco), oggi ci troviamo dinnanzi ad una vera e propria svolta dell'umanità in senso spirituale e anticristico. Il mondo di oggi è senza Dio, senza preghiera e senza pace: questa è la diagnosi che dà la Madonna a Medjugorje, che vede il mondo da altezze a noi sconosciute. Dietro a questo spirito di arrogante autosufficienza di una umanità che vuole porsi come unico padrone del mondo opera il «mistero di iniquità», ossia Satana, che sotto la forma di una impostura religiosa «offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità», stando alle parole del Catechismo della Chiesa Cattolica. La Madonna vede la pericolosa deriva verso la quale l'umanità sta sempre più correndo e con la voce accorata ci chiede di lasciare la via del peccato e della rovina verso la quale ci siamo incamminati in massa. È proprio in questo contesto che si prospetta all'orizzonte un inevitabile punto di crisi nel quale il male supererà il bene. Questa situazione si rivelerà in tutta la sua drammaticità nel tempo dei Dieci Segreti, tempo che è da considerare come atto di misericordia dal momento che proprio in questo tempo il potere del male sarà finalmente annientato, il che permetterà il sopraggiungere di un nuovo orizzonte di pace e di prosperità per il mondo.

LA PROPOSTA DEL PAPA: VIVERE COME SE DIO ESISTESSEBenedetto XVI in un crescente numero di interventi denuncia il peccato per eccellenza dell'uomo moderno: l'apostasia del mondo occidente ex-cristiano e il negare l'esistenza stessa della verità con l'erigersi dell'uomo ad unico padrone del mondo espellendo Dio dalla propria vita. Per questo ha più volte richiamato i laici a vivere come se Dio esistesse (velut si Deus daretur) e ha invitato i credenti a non cedere alle lusinghe di un illusorio e deleterio relativismo religioso e morale. Ed è proprio il Papa ad esortare i giovani dicendo «Mi sembra questa la prima necessità: che Dio sia di nuovo presente nella nostra vita, che non viviamo come se fossimo autonomi, autorizzati ad inventare cosa siano la libertà e la vita. Dobbiamo prendere atto di essere creature, costatare che c’è un Dio che ci ha creati e che stare nella sua volontà non è dipendenza ma un dono d’amore che ci fa vivere». Un discorso che sembra riecheggiare il messaggio della Regina della Pace che invita nei suoi messaggi a decidersi per Dio perché senza Dio non c'è né futuro né salvezza eterna.

L'INTERVENTO DI MARIA NELLA STORIA DEL MONDO – Il rimedio che Maria "Regina della Pace" propone all'uomo non è un miracolo ma un cammino di santità molto impegnativo, attraverso dei continui ed incessanti messaggi, semplici nel contenuto, ma difficili da mettere in pratica. La Madonna si rivolge in primo luogo ai cristiani perché si rinnovino spiritualmente e diventino così forza di intercessione e testimoni della fede. Dio ha infatti affidato questo mondo agli uomini, che ha creato liberi e responsabili e per trovare in Dio quella pienezza d'amore che tutti cercano, la Madonna – come una brava madre e catechista – indica una via di conversione e di santità stretta ma straordinariamente efficace: ritornare a Dio con un atto di fede, con la conversione della propria vita, con la preghiera, il digiuno e la confessione sacramentale. Queste semplici parole-chiave del messaggio di Medjugorje ricordano il contenuto essenziale del Vangelo, che però oggi molti tendono a dimenticare o irresponsabilmente trascurano.

LA PACE VIENE SOLO DA DIO – La Madonna a Medjugorje vuole che si prepari la vittoria di Cristo attraverso la resistenza e la testimonianza dei veri credenti in un tempo di smarrimenti e gravi sbandamenti del popolo cristiano. La pace potrà avvenire tra gli uomini solo se gli uomini cesseranno di fare la guerra a Dio, col grave rischio di trasformare la terra in un inferno degli orrori come stanno a testimoniare gli esiti passati dell'ateismo militante: lager, gulag. Oggi però l'ateismo assume forme ben più subdole che in passato: non si esita a censurare i segni della fede, dando per scontato che il modo di pensare e di agire debba essere improntato ai canoni dell'agnosticismo e del relativismo, e ad irridere il cattolicesimo adducendo come pretesto il rispetto delle altre religioni. Però solo la pace con Dio e il ritorno a Dio potrà garantire un tempo di pace e prosperità per l'umanità, la quale si realizzerà solo dopo un periodo di forte burrasca che ci viene prospettato dal tempo dei Dieci Segreti, dove finalmente si manifesterà come l'illusorio progresso umano ottenuto espellendo Dio dal mondo sia falso e come solo accogliendo Cristo sia possibile ottenere un nuovo tempo di primavera.

                     IL PROBLEMA DELLA PACE NEL MONDO

Il problema della pace è il più grande problema della umanità contemporanea. Lo ha già affermato Giovanni Paolo II quando, durante il Giubileo, ha consacrato l'umanità a Maria e ha messo il nuovo millennio sotto la sua protezione. In quella occasione il Papa ha affermato che l'umanità è al bivio: può trasformare la terra in un giardino ma anche in un cumulo di pietre. Perché la pace è oggi il più grave problema dell'umanità? La ragione è, come ha detto lo stesso Giovanni Paolo II, che oggi il mondo è a rischio di autodistruzione. Nel mondo c'è sempre stata la violenza. Dopo la caduta del peccato originale Caino ha ucciso Abele e da quel momento è cominciato a scorrere un fiume di sangue che ha allagato la Terra. La storia dell'umanità è una storia di violenze e di guerre e, benché gli uomini aspirino alla pace, da soli non riescono a darsela. Oggi però la situazione è diversa dal passato perché una guerra mondiale con l'uso delle armi nucleari potrebbe distruggere tutta la Terra. Oggi la guerra minaccia il futuro stesso dell'intera umanità. Per questo la pace è il compito più importante che abbiamo davanti a noi.
Perché la storia dell'uomo è una storia di violenza e di guerre? Perché gli uomini combattono tra di loro invece di amarsi? Perché l'uomo è lupo è all'uomo? La ragione profonda è perché gli uomini hanno fatto e fanno guerra a Dio, la quale provoca la guerra fra gli uomini. Allora comprendiamo perché la pace è innanzitutto quella che Dio fa con gli uomini. È Dio che per primo ha preso l'iniziativa di fare la pace con gli uomini. Infatti quando nella notte di Natale la vergine Maria ha donato al mondo il Salvatore, gli angeli in cielo hanno cantato: «Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà». In quel momento in Gesù Cristo è stata stipulata la pace tra Dio e l'uomo. Anche dopo la sua Passione e Resurrezione Gesù, apparendo agli apostoli nel cenacolo, ha detto: «Pace a voi!». La pace di Dio è dunque il dono della Redenzione.
In che cosa consiste la pace tra Dio e gli uomini? Consiste nel perdono dei nostri peccati e nella misericordia con la quale Dio ci lava con il fuoco del suo amore. È in Gesù Cristo che il Padre ci rimette tutti i peccati e noi sperimentiamo questa pace nel nostro cuore quando la accogliamo. Infatti questa è la pace, quando cioé accogliamo il perdono di Dio e il suo amore. Non ci può infatti essere pace nel mondo se non c'è la pace di Dio nei cuori. Se nel mondo c'è l'ingiustizia, la violenza e la prepotenza è perché i cuori degli uomini sono orgogliosi, duri ed egoisti. Non può esserci la pace se non cambia il cuore dell'uomo. È soltanto una illusione quella di voler cambiare le strutture sociali per poter avere la pace: se infatti non cambiano i cuori, anche le nuove strutture sociali saranno improntate all'egoismo. Ecco perché giustamente sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI hanno detto che la pace è il frutto della conversione. La pace non ci viene data dagli Stati o dalle organizzazioni internazionali, ma è un germoglio che nasce e cresce nel cuore, che si diffonde nelle famiglie, che deve concretizzarsi nel perdono e nel rispetto reciproco, nella condivisione. Solo allora la face dai cuori passa nelle famiglie e si diffonde nella società.
È solo da una umanità nuova cambiata dall'amore di Dio che nascono rapporti e strutture di pace. Ecco perché tutti noi possiamo essere strumenti di pace. Tutti noi possiamo convertirci ed essere più buoni, più giusti, più generosi. Come possiamo portare la pace nel mondo se non siamo capaci neppure di vivere la pace nelle famiglie e nei luoghi di lavoro? La pace nasce dall'intimo, cioé dal cuore che si apre all'amore di Dio, e dal basso, cioé facendo diversamente le azioni quotidiane. Dobbiamo lottare per vincere l'egoismo, per portare il perdono, per condividere con quelli che hanno bisogno. Dobbiamo lottare contro l'odio col nostro amore, contro la menzogna con la testimonianza della verità, contro l'ingiustizia praticando la giustizia, contro l'egoismo con la nostra generosità. Soltanto in questo modo si vince la violenza, la prepotenza e l'odio. Noi cristiani dobbiamo dare il nostro contributo alla pace comprendendo che essa è il frutto del cambiamento del cuore.
Se non cambiamo i cuori non ci sarà mai la pace nel mondo. Quando Papa Giovanni Paolo II al termine della GMG in Canada ha dato ai giovani il compito di costruire la civiltà dell'amore, ha detto che è nel loro cuore che deve prima di tutto spuntare l'amore. Noi cristiani diamo dunque il nostro contributo alla pace portando la nostra pace ad ogni cuore, costruendo la pace nella nostra vita e nelle nostre famiglie. Anche le nostre parrocchie devono essere oasi e irradiazioni di pace. La pace è frutto della conversione ma è anche quel dono che Dio fa al mondo se noi preghiamo. Oggi il mondo propone lo slogan romano "se vuoi la pace prepara la guerra". Noi, invece, dobbiamo proporre lo slogan cristiano "se vuoi la pace, prega e fai sacrifici".
Al termine della Prima Guerra Mondiale la Madonna è apparsa a Fatima e ha chiesto a tre pastorelli di dire il rosario perché la guerra terminasse. Con la preghiera si possono fermare le guerre per quanto violente esse siano. Giovanni Paolo II, in occasione di momenti difficili per l'umanità, ha chiamato tutti gli uomini a pregare e a digiunare per la pace. La preghiera e il digiuno operano grandi miracoli nei cuori e nel mondo. Occorre pregare ogni giorno per la pace per poter tenere il mondo sotto la protezione della preghiera perché la preghiera ottiene la grazia della conversione dei cuori e dai cuori convertiti nasce la pace. Per questo dobbiamo essere protagonisti attivi della pace del mondo con la nostra vita personale, portando con noi la pace di Cristo ai nostri fratelli, e pregando ogni giorno per la pace. In questo modo diventeremo degli strumenti di Maria Regina della Pace in questo mondo senza pace.

Fonte: AG http://www.med-bz.it/ext/holy_harmonie.html  

 

                              L'umanità è al bivio

«Cari figli, oggi, come mai prima, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete». (Messaggio del 25 gennaio 1991)

di ALDO GALLI


Per la prima volta oggi il mondo è a rischio di autodistruzione

UN FATTO INEDITO PER L'UMANITÀ – La Madonna a Medjugorje, già a partire dalle sue prime apparizioni, si è presentata col titolo di "Regina della pace". Con il passare degli anni si è iniziato a comprendere sempre più chiaramente il motivo per cui si è presentata in questo modo: la pace oggi rappresenta infatti il problema più grave ed urgente per il mondo. Se anche in passato – in special modo nel corso del XX secolo con le due guerre mondiali – si verificarono orrori ed eccidi spaventosi, soltanto ora per la prima volta nella storia dell'umanità il mondo è a rischio di autodistruzione perché possiede armi tali non solo da poter distruggere la Terra ma anche per renderla non più abitabile da alcuna forma di vita. Sempre a Medjugorje la Madonna all'inizio del 1991 (mentre era in corso la guerra in Iraq) svelò questo piano satanico quando affermò che Satana vuole distruggere "il pianeta sul quale vivete". Fino a qualche anno fa le armi di distruzione di massa erano infatti monopolio di alcuni stati come l'URSS e gli Stati Uniti in quanto esigevano alti livelli tecnici per essere prodotte e raffinate conoscenze tecniche per essere utilizzate. Oggi invece non solo tali armi possono essere costruite anche da piccoli "Stati canaglia", ma la materia prima di queste armi, trafugata dalle nazioni dell'ex Unione Sovietica e poi vendute al mercato nero, possono facilmente finire a disposizione di piccoli gruppi terroristici che dispongano di adeguate risorse finanziarie. Atti terroristici che prevedano l'impiego di tali armi, aventi un impatto distruttivo ben superiore rispetto a quanto avvenuto a Hiroshima e Nagasaki e in grado di portare in breve tempo il mondo intero alla distruzione, rappresentano oggi una tragica realtà.


Dalla documentatissima inchiesta giornalistica condotta da Robert Hutchinson emerge una dato inquietante: come conclusione ragionata e condivisa degli analisti dei servizi segreti, entro dieci anni una testata nucleare devasterà una delle più importanti città occidentali.

IL MONDO È A RISCHIO DI AUTODISTRUZIONE – Riusciranno gli uomini coi loro mezzi a impedire la distruzione del mondo? Oggi molti studiosi ritengono di no. La complessa realtà attuale si presenta in modi assai più enigmatici e spaventosi rispetto a quanto accaduto durante il periodo della guerra fredda, che vedeva il contrapporsi di Oriente ed Occidente in due blocchi ben definiti. Oggi invece il terrorismo non ha una matrice ben definita e individuabile; inoltre gli "Stati canaglia" sono alla continua ricerca di armi nucleari, biologiche e chimiche tanto che il proliferare del commercio globale di tali armi da parte di questi Stati rappresenta ormai un pericolo che incombe su tutte le nazioni. Alcuni analisti dei servizi segreti occidentali sostengono che sia plausibile che tale situazione possa sfociare entro il prossimo decennio nell'esplosione di piccoli dispositivi nucleari o radioattivi in Europa o negli USA. Sempre secondo tali esperti, è difficile prevedere con esattezza un simile evento, come l'ora ed il posto o chi potrebbe esserne responsabile. Come ha detto Stephen Lander, direttore generale del Servizio di sicurezza della Gran Bretagna: «I servizi segreti si occupano delle informazioni di sicurezza che altri vorrebbero mantenere riservate. Il 100% del successo però non si ottiene mai. Quelli che credono che l'intelligence possa fermare qualsiasi attacco terroristico non devono aver prestato attenzione a questo particolare». La politica, di fronte a questo rischio, si dimostra del tutto incapace di impedire la proliferazione di queste armi nucleari che potrebbero distruggere il mondo. Robert Hutchinson, autore di una documentatissima inchiesta giornalistica dal titolo Le armi di distruzioni di massa (edita in Italia da Newton & Compton), conclude: "Il genio nucleare non può essere imprigionato dentro la gabbia dei regolamenti. Soltanto un politico dalla mente debole potrebbe crederlo. Oggi la realtà si presenta, in tanti modi, più spaventosi del vecchio confronto nucleare Oriente-Occidente. Oggi coloro che potrebbero armarsi della radioattività hanno motivazioni radicalmente differenti e più imprevedibili rispetto agli Stati membri del 'circolo nucleare', che hanno sviluppato le loro armi e sono vincolati per lo meno da alcune delle convenzioni diplomatiche e politiche accettate. Nonostante tutte le nostre speranze, la fine dell'incubo nucleare era un pura illusione. Ora appare all'orizzonte delle nostre paure quotidiane più grande di quanto non fosse negli ultimi giorni della guerra fredda".

LA PREOCCUPAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II – Nel testamento di morte, Giovanni Paolo II rivelò quale fosse la sua preoccupazione durante la prima parte del suo pontificato: lo scoppio di una guerra nucleare causata dalla guerra fredda. In seguito al crollo dell'Unione Sovietica nel 1989, come egli stesso scrive, tale pericolo oggi sembra scongiurato, ma il futuro non appare certo più roseo e privo di inquietudini. L'ultimo decennio del secolo passato è stato libero dalle precedenti tensioni ma ciò non significa che non abbia portato con sé nuovi problemi e difficoltà. Giovanni Paolo II non ha mai nascosto questa sua preoccupazione per le sorti del nostro pianeta quando affermò nel solenne Atto di affidamento del nuovo millennio alla Beata Vergine Maria del 2000: «Oggi come mai nel passato l'umanità è ad un bivio; possiede strumenti che può fare di questo mondo un giardino, o ridurlo ad un ammasso di macerie». La stessa preoccupazione la espresse in due encicliche parlando apertamente del rischio di autodistruzione: «Sull'orizzonte della civiltà contemporanea, specialmente di quella più sviluppata in senso tecnico-scientifico, i segni e i segnali di morte sono diventati particolarmente presenti e frequenti. Basti pensare alla corsa agli armamenti e al pericolo, in essa insito, di un'autodistruzione nucleare» (Dorninum et vivificantem, 57). «La seconda metà del nostro secolo — quasi in proporzione agli errori e alle trasgressioni della nostra civiltà contemporanea — porta in sé una minaccia così orribile di guerra nucleare che non possiamo pensare a questo periodo se non in termini di accumulo incomparabile di sofferenze, fino alla possibile autodistruzione dell'umanità» (Salvifici doloris, 8).

MEDJUGORJE: L'UNICA SPERANZA DI SALVEZZA – Molti non hanno ancora compreso il motivo per cui le apparizioni mariane di Medjugorje continuano da così tanto tempo e, anzi, si domandano il perché di questo strano fenomeno che coinvolge milioni di persone e pellegrini provenienti da tutto il mondo e che solo parzialmente trova un adeguato e corretto riscontro sui media. Sarebbe un grave errore ridurre Medjugorje ad un semplice luogo devozionale e di preghiera popolare così come ve ne sono già in molte parti del mondo: ciò che è accaduto in questi 25 anni è infatti soltanto una fase preparatoria di un evento che coinvolgerà tutti e nel quale "il più" deve ancora venire. Non va dimenticato infatti che la Madonna rivelò ai veggenti Dieci Segreti fin dai primissimi tempi delle apparizioni, anche se ciò non compare, se non di sfuggita, nei messaggi ufficiali dati alla parrocchia. Questo è avvenuto perché ciò che più conta è la conversione e il rafforzamento della propria fede più che la preoccupazione angosciante del futuro: Dio ha un suo piano, e lo realizzerà con il nostro aiuto fatto di preghiere e santificazione personale. Ciò non toglie però l'estrema importanza che riveste la prospettiva che vede il delinearsi all'orizzonte dei Dieci Segreti: senza di essa si rischia di non comprendere questa importante manifestazione di misericordia di Dio. Personalmente mi ha molto colpito l'interrogativo posto a Mirjana – la veggente che dovrà annunciare i segreti al mondo mediante un sacerdote 3 giorni prima che accadano – da parte di Padre Livio Fanzaga nel corso di una sua nota intervista rilasciata nel 2001. Padre Livio in quella occasione sottolineava l'importanza di voler sapere se la veggente conosceva esattamente il luogo e il momento preciso in cui si verificheranno gli eventi contenuti nei segreti. «Queste due parole, "dove" e "quando", sono molto importanti» rimarcò, appena dopo averlo saputo. Perché queste due informazioni sono così importanti? A mio parere il motivo è evidente: il conoscere esattamente 3 giorni prima quanto accadrà ci permetterà di prendere quelle decisioni fondamentali per poterci salvare o evitare un imprevedibile catastrofe. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da René Laurentin e pubblicate in un suo studio, in un segreto la Vergine avrebbe mostrato alla veggente, come in un film, la realizzazione di un segreto, che pare riguarderà l'Occidente. La terra era desolata. «Lo sconvolgimento di una regione del mondo».

L'INTERPRETAZIONE TEOLOGICA – L'interpretazione teologica di questo evento è stata data in maniera brillante da Padre Livio Fanzaga nel suo volume La Donna e il Drago prendendo lo spunto dalla lettura del capitolo dodicesimo dell'Apocalisse e applicandola alla lettura di quanto sta avvenendo nella storia secondo la prospettiva del messaggio di Medjugorje ed in continuità con il messaggio di Fatima. La tesi del libro è netta: Satana sta tentando di porre fine all'opera della creazione e redenzione del mondo attraverso la distruzione dell'intero pianeta, ma Maria, la Donna dell'Apocalisse, con i suoi umili e fedeli discepoli "portatori della pace" lo impedirà sconfiggendo il Drago infernale. Bisogna pertanto evitare il rischio che questa profezia venga strumentalizzata e deformata da gruppi settari e millenaristi, il cui scopo altro non è se non quello di seminare il terrore e la disperazione preannunciando un futuro senza sbocchi. La prospettiva finale di questo scontro è invece una prospettiva di salvezza che vedrà vincitore Cristo, vero Signore della storia, attraverso l'intervento dell'umile fanciulla di Nazareth che, con l'aiuto dei suoi seguaci, sconfiggerà la perfida serpe dell'odio, della violenza e della guerra – dietro la quale si nasconde sempre il volto infame di Satana – donando al mondo un tempo nuovo di prosperità e di pace.

 

               LA DENUNCIA PROFETICA DI PAPA BENEDETTO XVI


Papa Benedetto XVI

«L'uomo non vuole ricevere da Dio la sua esistenza e la pienezza della sua vita. Vuole attingere egli stesso dall'albero della conoscenza il potere di plasmare il mondo, di farsi dio elevandosi al livello di Lui, e di vincere con le proprie forze la morte e le tenebre. Non vuole contare sull'amore che non gli sembra affidabile; egli conta unicamente sulla conoscenza, in quanto essa gli conferisce il potere.
Piuttosto che sull'amore punta sul potere col quale vuole prendere in mano in modo autonomo la propria vita. E nel fare questo, egli si fida della menzogna piuttosto che della verità e con ciò sprofonda con la sua vita nel vuoto, nella morte. (...) Se noi viviamo contro l'amore e contro la verità – contro Dio –, allora ci distruggiamo a vicenda e distruggiamo il mondo. Allora non troviamo la vita, ma facciamo l'interesse della morte».

(dalla omelia della Solennità dell’Immacolata Concezione dell'8 dicembre 2005)

 

                                          POSSIBILI SCENARI

Gli effetti di una esplosione nucleare


L’umanità è giunta a un bivio: può fare del mondo un giardino oppure ridurlo a un cumulo di macerie.

Una esplosione nucleare è molto diversa, sia quantitativamente che qualitativamente, da una esplosione condotta con armi convenzionali. Il primo effetto chiaramente visibile è il cosiddetto fungo atomico; una colonna di vapore, residui e detriti che si solleva per molti chilometri dal luogo dell'esplosione. Gli effetti sull'ambiente e la popolazione colpita sono devastanti.

L'onda d'urto. Si tratta dell'effetto proprio di una qualunque esplosione: l'aria circostante alla zona dell'esplosione viene compressa e, conseguentemente, esercita una violenta ed intensissima pressione su muri, oggetti e persone. Questo effetto provoca già di per sé un notevole numero di vittime e danni elevati. Il corpo umano può sopportare al massimo un'onda d'urto pari ad una pressione di 0,3 bar (3,5 tonnellate/m²), a valori più alti gli organi interni si spappolano provocando una morte istantanea. Mentre per una bomba convenzionale l'onda d'urto ha effetti apprezzabili per un raggio di qualche decina di metri, per un'esplosione nucleare si arriva a qualche chilometro.

La generazione di calore in grande quantità. Una normale bomba provoca temperature di qualche migliaio di gradi: si tratta di temperature in grado di provocare incendi, ma che decrescono rapidamente nel giro di una decina di metri. Nel caso di una bomba termonucleare la temperatura raggiunge la decina di milioni di gradi ed è quindi in grado di provocare danni ben maggiori e su di un'area molto più vasta. Una temperatura di qualche milione di gradi non significa semplicemente ustionare o bruciare, ma significa vaporizzare istantaneamente qualunque cosa.

Lo sprigionarsi di micidiali radiazioni. Esse sono di diversi tipi, legate comunque al fatto che "i resti" dell'esplosione si allontanano rapidamente dal luogo dell'esplosione. Tutte queste radiazioni sono estremamente nocive, soprattutto per quanto riguarda gli effetti di tipo biologico. I neutroni sono dieci volte più dannosi dei raggi gamma ed inoltre entrano in profondità provocando un'elevata ionizzazione capace di danneggiare, mutare e uccidere le cellule umane.

Piogge radioattive o fall-out. In seguito all'esplosione polveri e terra vengono sollevati e si mescolano con piccole porzioni radioattive dei resti dell'esplosione che possono così venire trasportate nell'atmosfera anche a migliaia di chilometri di distanza. Quindi esso ricade mescolato alla pioggia, quando è ancora radioattivo, in varie forme. Ad esempio, l'isotopo 90Sr può depositarsi nel midollo delle ossa e provocare la leucemia, mentre lo 131I si deposita nella tiroide e ne provoca il cancro. È estremamente difficile prevedere dove il fall-out di una certa esplosione nucleare ricadrà: ciò dipende dalle correnti atmosferiche variabili e da quando pioverà. Nel caso di una guerra termonucleare globale, con ogni probabilità l'intero pianeta subirebbe una ricaduta radioattiva tale da rendere la vita animale e vegetale impossibile per migliaia di anni.

L'inverno nucleare. Si è ipotizzato anche quest'effetto come una delle possibili conseguenze di più esplosioni nucleari. Ognuna di esse solleverà una gran quantità di polveri che per mesi rimarranno sospese nell'atmosfera. È stato ipotizzato che la quantità di tali polveri sia sufficiente per schermare i raggi del sole e provocare, quindi, un abbassamento della temperatura media del pianeta di qualche grado. Ciò sarebbe sufficiente a provocare la scomparsa di molte specie animali e vegetali, compromettendo gravemente l'equilibrio biologico.

Fonte: AG http://www.med-bz.it/ext/holy_harmonie.html